🔲 FOTOVOLTAICO ENEL, IL COMUNE FA SCENA MUTA


Le uniche osservazioni inviate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sull’impianto fotovoltaico galleggiante che Enel Produzione vuole realizzare nel bacino idroelettrico inferiore di Presenzano portano la mia firma. Il Comune? Non pervenuto. Sì, avete capito bene: zero parole, zero verifiche, zero impegno. E così, come per la lunga battaglia contro la centrale turbogas, mi tocca colmare – senza presunzione, ma con tanta fatica – il vuoto lasciato dalla totale indifferenza delle istituzioni locali verso le problematiche legate alla difesa del territorio e alla tutela della salute dei cittadini.

Non è accettabile che un’amministrazione comunale sia completamente indifferente all’impatto di un’opera che prevede l’installazione di oltre 60.000 moduli fotovoltaici galleggianti, una sottostazione elettrica, tre cabine, cavidotti interrati e galleggianti. Per non parlare del cantiere, che durerà 25 mesi, interessando non solo le aree interne alla centrale, ma anche spazi esterni, come quelli nei pressi del cimitero comunale. E qui arriva il bello: quel terreno è già stato individuato come area preferenziale per le antenne telefoniche grazie a un regolamento comunale. Ma chi avrebbe dovuto notare questa discrepanza, segnalare il problema e difendere le nostre regole? Io, con le mie osservazioni sintetiche, o l’ufficio tecnico comunale, magari sollecitato dagli organi politici?

Siamo al di sotto dell’ordinaria amministrazione. Nessuno verifica nemmeno se ciò che ci viene proposto è coerente con la nostra regolamentazione urbanistica. Non servivano grandi sforzi intellettuali: bastava leggere la documentazione per notare che Enel non conosce nemmeno l’esistenza dei nostri regolamenti più recenti. Inoltre la progettazione presentata è vecchia di tre anni. Lo si capisce da un dettaglio lampante: nelle fotosimulazioni sull’impatto paesaggistico, la centrale turbogas non compare nella sua forma attuale, ma come uno scheletro metallico. Mi chiedo: per chi ci governa da oltre dieci anni, ciò che resta del paesaggio originario di Presenzano è ancora un bene da difendere con le unghie e con i denti o è solo un vecchio ostacolo da aggirare?

Forse questi impianti energetici sono benvenuti e benedetti, perché servono a mantenere promesse elettorali fatte in tempi non sospetti, promesse che senza nuovi “investimenti” rischierebbero di trasformarsi in vuoti slogan.

Ma facciamo un esercizio di immaginazione: e se un giorno arrivasse la proposta per un inceneritore? Cosa farebbero questi signori? La risposta è già scritta. Come sempre, questi signori farebbero scena muta, il doppio gioco o, peggio ancora, come si suol dire, “carte false”, come hanno fatto con la centrale turbogas.

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