Nell’ultimo post, https://compagnobarbone.com/2022/03/30/%f0%9f%94%b2-per-pochi-il-posto-fisso-tutti-gli-altri-fatti-fessi-o-quasi/, avevo già preannunciato che il 31 marzo 2022 sarebbe stata una data decisiva per conoscere il futuro della buona parte delle maestranze non specializzate impegnate nel cantiere della centrale turbogas di Presenzano, comprese, naturalmente, quelle locali. Malgrado l’amministrazione comunale, con il supporto della controparte aziendale (soprattutto Geko), tenti di imporre una sorta di prudente silenzio per evitare contraccolpi politici, le prime notizie che trapelano confermano le previsioni: è iniziata la smobilitazione degli operai generici in vista delle prove di accensione dell’impianto, che gli ultimi documenti ufficiali di Edison (la relazione semestrale pubblicata dal Mite) dicono essere sempre programmata per il secondo semestre dell’anno. Dal punto di vista generale, innanzitutto, sarebbe avvenuta la prima riduzione sostanziale delle unità lavorative presenti all’interno del cantiere (circa una cinquantina in meno, ma non di Presenzano). Per quanto riguarda i locali, invece, ad alcuni già a forte rischio di mancato rinnovo, per avere la possibilità di continuare a lavorare, sarebbe stato proposto di trasferirsi presso la centrale termoelettrica di Tavazzano in provincia di Lodi (garantendo 47 euro in più di trasferta); per altri ci sarebbe stata una proroga di un solo mese, fino al 30 aprile che, anche se dovesse essere ulteriormente prolungata, di certo non rappresenta il massimo della sicurezza occupazionale.

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