A luglio l’ingegnere Carlone aveva firmato una nota durissima: accusava la Direzione Lavori di aver modificato sezioni stradali, materiali e dimensioni senza alcuna autorizzazione, di aver disposto una sospensione lavori illegittima e di aver presentato contabilità e perizie non corrispondenti alle lavorazioni reali. Un quadro talmente compromesso da imporre la rimozione immediata delle opere difformi entro 30 giorni, pena rescissione del contratto.
Poi a novembre, a seguito delle controdeduzioni del direttore dei lavori, l’ing. Calzetta, per il RUP, dopo un sopralluogo, le stesse opere che pochi mesi prima erano irregolari diventano “accettabili”, sebbene non autorizzate.
L’ultimo atto di questa clamorosa retromarcia avviene in giunta: sanatoria per opera di sindaco e assessori, che approvano addirittura una perizia di variante per trasformare ciò che era nato come difformità in un intervento regolare, motivando tutto con il rischio di perdere il finanziamento.

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