Non è ufficiale, ma è come se lo fosse: l’Edison ci nega l’accesso alla centrale turbogas, pur essendo questa possibilità prevista dagli accordi stipulati a suo tempo con il Comune di Presenzano. Cercherò di riepilogare brevemente cosa è accaduto. Quasi tre mesi fa, in qualità di
capogruppo di Siamo Presenzano, ho chiesto di poter concordare con il responsabile della Turbogas, l’ingegnere Alessandro Di Paola,
una visita, insieme con i colleghi di minoranza Marco Cozzone e Gianni Lombari, ai
reperti archeologici custoditi dell’insediamento per la produzione di energia Si tratta di quei reperti di cui si parla anche nel recente ha comunicato aziendale, avente per oggetto un inaugurazione che non c’è mai stata, che sono, secondo me, impropriamente custoditi nella palazzina degli uffici, in una teca (su questa vicenda abbiamo prodotto un’interrogazione consiliare).
Nella richiesta ad Edison, inoltre, chiedevo anche
di poter essere accompagnati da due esperti/cultori della
materia, di nostra fiducia. Non avendo avuto risposta da mesi, nelle ultime settimane ho tentato di parlare telefonicamente, chiamando in centrale, con il responsabile. Purtroppo l’ingegnere Di Paola è sempre impegnato negli ultimi tempi: una volta in una riunione di lavoro, un’altra in una video conferenza. L’ultimo tentativo l’ho fatto pochi giorni fa, anche questo inutile, in quanto l’ingegnere non si sarebbe trovato al lavoro in quel momento.
Non ci vuole chissà quale intuito per capire che si tratta soltanto di scuse ripetute.
La chiusura delle porte della centrale, oltre ad essere una violazione dell’accordo con il Comune, è un deliberato tentativo di ostacolare la funzione di controllo democratico che c’è stata affidata dagli elettori. Se Edison non rispetta nemmeno i patti ufficiali, il suo impegno per il territorio, tanto sbandierato, è pura facciata. Ma questo, noi, già lo sapevamo..

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