Il Comune di Presenzano si costituirà parte civile nel procedimento penale a carico dei due ex responsabili dell’Ufficio tecnico comunale, accusati dalla procura antimafia di Napoli di aver truccato due gare d’appalto per favorire imprese legate al clan dei Casalesi?
È l’interrogativo che mi pongo leggendo una recente determina dell’Ufficio amministrativo, con la quale si liquidano i compensi dovuti all’avvocato Attilio Zitti, presentatore della lista Progetto futuro alle scorse elezioni comunali, che ha rappresentato il Comune quale parte civile, insieme al Demanio dello Stato, nel procedimento penale presso il tribunale di Isernia a carico di un ex dipendente comunale, che è stato definitivamente prosciolto da tutte le accuse a suo carico, perché il fatto non sussiste.
Adesso, se le informazioni riportate dagli organi di informazione locale sono corrette, per i due tecnici comunali c’è stata la richiesta di rinvio a giudizio con la fissazione, a dicembre, dell’udienza preliminare, che rappresenta il termine ultimo entro il quale può avvenire la costituzione di parte civile.
La costituzione di parte civile da parte del Comune è un atto necessario per chiedere il risarcimento dei danni, sia d’immagine che economici, causati dalle condotte illecite contestate agli imputati, in caso di loro condanna.
Perché una cosa è credere nell’innocenza dei due ex tecnici come convinzione e augurio personale degli attuali amministratori, un’altra la suprema tutela degli interessi generali dell’ente pubblico e della nostra comunità.
In caso di condanna degli imputati, infatti, senza costituzione di parte civile, il risarcimento non sarebbe automatico e il Comune dovrebbe avviare una separata causa civile per ottenerlo.
D’altra parte, anche l’ex dipendente comunale alla fine è risultato innocente, eppure c’è stata lo stesso la costituzione, peraltro per reati molto meno gravi di quelli contestati attualmente.

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