Nel 2020, il sindaco di Presenzano Andrea Maccarelli e il patron della Geko, Alfonso Gallo, avevano architettato una pastetta coi controfiocchi. Con una delibera di giunta comunale del 14 gennaio 2020, grazie ad un’apposita convenzione, il Comune di Presenzano commissionava all’Università degli Studi della Campania uno studio per una“Supporto tecnico-scientifico alla valutazione delle emissioni in atmosfera di una centrale termoelettrica a ciclo combinato”. L’esito era stato ovviamente positivo. Perché ovviamente? Perché la Vanvitelli (già Seconda Università degli Studi di Napoli – SUN) era legato dal 2014 con la Geko Spa (l’azienda che ha costruito l’impianto a Presenzano) tramite la società partecipata Environmental Technologies srl (d’ora in poi ET). L’autore della relazione commissionata dal Comune di Presenzano, il prof. Dino Musmarra del Dipartimento di Ingegneria, era membro fondatore e vicepresidente della ET, nonché in passato (2015 e 2016) responsabile scientifico di convenzioni tra un dipartimento sempre della Seconda Università di Napoli e la Geko. Nel consiglio di amministrazione della ET, accanto al prof. Dino Musmarra e in rappresentanza della Geko, c’era proprio il manager Alfonso Gallo in persona, in sostituzione della sorella Immacolata Gallo, avvicendamento avvenuto nel 2014, poco dopo la costituzione della partecipata.
Ora, secondo quanto è stato riportato da un articolo del Corriere del Mezzogiorno, il prof. Musmarra ha patteggiato una condanna con la Corte dei Conti per compensi indebitamente percepiti, in quanto derivanti da consulenze professionali con aziende internazionali, come Q8 ed Eni, incompatibili con lo status di professore della Vanvitelli, cioè senza essere stato autorizzato dall’ateneo e senza aver riversato gli introiti all’università. La sezione giurisdizionale della Corte dei conti campana aveva chiesto di condannare il docente a risarcire l’università per quasi un milione di euro. Il professore Musmarra, avendo scelto il patteggiamento, ha ottenuto uno scontro del 30% rispetto al danno contestato, e ha restituito alla Vanvitelli soltanto 270mila euro.

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