🔲 SOFFIATE A GALLO IN CAMBIO DI SOLDI, ROLEX E VIAGGI: PAPA RADIATO DALLA MAGISTRATURA

Interessante articolo dal titolo “Indagini spifferate in cambio di favori: Alfonso Papa radiato dalla magistratura”, pubblicato sull’edizione odierna, sia nella versione online che cartacea, del Fatto Quotidiano.
Si tratta di una vicenda che rientra nell’inchiesta sulla cosiddetta P4. In sede penale, l’ex parlamentare Pdl, era stato accusato di concussione per aver indotto due imprenditori a fornirgli soldi, regali lussuosi e consulenze fittizie offrendo loro informazioni su indagini nei loro confronti e la possibilità di intervenire per “aggiustarle”.
Uno di questi imprenditori, nel ruolo di vittima e accusatore, è il manager Alfonso Gallo, titolare della Geko, l’azienda impegnata direttamente nella costruzione della centrale turbogas di Presenzano.
Di seguito il testo integrale dell’articolo:
“Alfonso Papa, ex pm di Napoli e già deputato del Pdl, è fuori dalla magistratura. Così ha deciso la sezione disciplinare del Csm, sanzionando Papa perché avrebbe abusato dei suoi poteri “rappresentando” ad alcuni indagati “la possibilità di fornire loro informazioni riservate” sulle inchieste e, ancora, “prospettando la possibilità di intervenire” in loro favore in in cambio di “beni e utilità varie” tra cui “oggetti preziosi e costosi” e “soggiorni in alberghi di lusso”.
I fatti per cui Papa è finito sotto processo disciplinare sono stati oggetto di un procedimento penale che si è concluso in parte con l’assoluzione e in parte con la prescrizione dei reati. Il tribunale interno delle toghe ha invece condannato Papa per alcuni dei capi di incolpazione e lo ha assolto per altri. la rimozione dall’ordine giudiziario è la sanzione più grave prevista per i magistrati. Infliggendola, la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha accolto la richiesta della rappresentante della procura generale della Cassazione Elisabetta Cennicola. Vicecapo di gabinetto al ministero della giustizia, all’epoca in cui il guardasigilli era il leghista Roberto Castelli, Papa è stato parlamentare del Pdl dal 2008 al 2011, quando la Camera autorizzò il suo arresto in relazione all’inchiesta sulla cosiddetta P4. Proprio da quell’inchiesta scaturì il processo che nel 2016 portò alla sua condanna in primo grado a Napoli a quattro anni e sei mesi di reclusione per episodi di corruzione per induzione nei confronti degli imprenditori Alfonso Gallo e Marcello fasolino e per un caso di istigazione alla corruzione nei confronti dell’ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni. Nelle carte erano finite pure indagini “spifferate” a Luigi Bisignani con l’obiettivo di ottenere favori politici. Al centro dell’accusa a Papa, analoga a quella mossa in sede disciplinare l’aver promesso agli imprenditori che, grazie ai suoi rapporti con appartenenti ai servizi segreti, alti magistrati ed esponenti di vertice della guardia di finanza, avrebbe fornito loro informazioni riservate su indagini in corso, garantendo talvolta anche il suo interessamento per il buon esito delle vicende processuali e ricevendo in cambio denaro, soggiorni, oggetti di valore. Chiuso il processo penale in Cassazione, anche grazie alla prescrizione, è arrivata la decisione del CSM”.

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