Ogni giorno lo spettacolo è assicurato, il pubblico numeroso e rigorosamente non pagante. Appena tramonta il sole, col favore delle tenebre, partono le danze sulle rive del fiume Volturno. Una sera la colonna di fumo che fuoriesce dalla centrale turbogas di Presenzano è così alta da oscurare la luna piena; allora alcuni cittadini, spaventati, fanno intervenire i vigili del fuoco di Teano. Un’altra il rumore causato dalle prove di accensione è talmente forte da essere udito fino a Rocca Vecchia, amena frazione di Pratella. Poi degli odori sgradevoli, a volte simili alla vernice, a volte di plastica bruciata. Lo spettacolo di ieri sera, lunedì 9 gennaio 2023, è stato invece col “botto”: un forte boato proveniente dall’impianto che è stato avvertito dalla popolazione verso le ore 21. C’è stato qualche momento di panico perché in molti hanno pensato ad una nuova scossa di terremoto. I sentimenti che accompagnano questi frequenti episodi sono sempre gli stessi: paura, rabbia, indignazione per un danno al territorio che appare irreparabile. Purtroppo su quello che sta accadendo, i semplici cittadini possono dare soltanto delle intepretazioni personali – non è una colpa non essere tutti ingegneri esperti in impianti termoelettrici! – che potrebbero anche non essere completamente corrette o frutto, in parte, di una comprensibile suggestione. Tuttavia queste attività preliminari hanno creato uno stato di diffuso allarmismo che ormai dura da oltre un mese. Fondato o non fondato, questo è un dato di fatto obiettivo. E quando le persone sono preoccupate per la propria salute e incolumità non si può far finta di nulla, bisogna dare delle spiegazioni, è un obbligo che non ammette deroghe, non esiste un diritto al silenzio quando si tratta di problemi che riguardano l’intera collettività. Ma forse, per qualcuno, è più conveniente stare zitto…

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