Dallo scorso 14 dicembre 2012, lo stabilimento in località Cambianelli a Presenzano per il riciclo di bottiglie in PET è passato ad essere ufficialmente una sede operativa della società Aloxe Italia, la cui attività prevalente sarà la “messa in riserva e recupero di materiale commercializzabile o trattamento e stampaggio di prodotti termoplastici destinati all’industria alimentare”. Attraverso una procedura di conferimento aziendale, probabilmente scelta da Ferrarelle (cedente) per ragioni fiscali, Aloxe ha acquisito un impianto che però si trova in una situazione piuttosto intricata. Non ci sono soltanto le perdite causate da una mancanza di un numero adeguato di clienti in grado di acquistare l’enorme quantitativo di materiale plastico riciclato, i famosi record produttivi, vanto quotidiano dell’azienda di Carlo Pontecorvo. Ad esempio, le condizioni generali di lavoro sarebbero non agevoli sotto diversi punta di vista, anche essenziali, con problemi che nel corso degli anni si sono aggravati perché non sono mai stati affrontati in maniera adeguata, sebbene le rappresentanze sindacali, in particolar modo la CGIL, abbiano ripetutamente invocato una soluzione definitiva. Per quanto riguarda, poi, l’organizzazione e la gestione del personale, le doglianze inascoltate sono ormai arcinote: ci sarebbe un unico responsabile del personale per tre reparti; non vengono sostituiti i capiturno, o meglio, questo ruolo sarebbe affidato ad operai generici in base alle necessità quotidiane, mentre si tratta di una figura che non si può improvvisare da un giorno all’altro, essendo necessaria una formazione specifica. Negli ultimi tempi, infine, ci sarebbero state diverse dimissioni di dipendenti che ricoprivano posizioni fondamentali per il funzionamento della fabbrica ubicata nell’area Pip di Presenzano. Ora, la domanda sorge spontanea: la decisione della nuova società di confermare alcuni dirigenti Ferrarelle, che non hanno saputo o voluto risolvere questi problemi, è stata una scelta giusta?
Con buona probabilità, la risposta a questo interrogativo da parte di chi è molto informato sulle questioni interne allo stabilimento, sarebbe negativa: Aloxe avrebbe sbagliato a mantenere al loro posto il responsabile della business unit, Luigi Cigliano (che è anche nel cda dell’azienda), e il responsabile della produzione, Pietro Bortone. Anzi, questo sarebbe proprio l’aspetto meno convincente del nuovo corso iniziato il 7 novembre, cioè la maggior parte del personale impiegato crede nel progetto di rilancio del sito presentato dalla multinazionale franco-olandese, ma avrebbe preferito un cambio netto anche dello staff manageriale precedente.

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