Ne ero convinto prima, ne sono ancora più convinto adesso, dopo che oggi mi è venuta la “brillante” idea di salire lungo via Santo Ianni. La curiosità è stata più forte di una forma fisica non proprio ottimale. Vedere le cose con i propri occhi costa fatica, altrimenti bisogna accontentarsi di una comoda ufficialità… L’ascesa è stata abbastanza dura, ci ho rimesso quasi la schiena, ma non sono pentito, dal momento che credo di essere arrivato nel punto dove tutto è cominciato. Molto probabilmente sabato a Presenzano non c’è stata nessuna frana della montagna – del resto questo è visibile anche da giù – poiché le piogge violente hanno iniziato a “mangiare” e a trascinare a valle tratti di strada, partendo al di sopra di quella che comunemente viene chiamata “curva del ruttone”. Dopo qualche centinaio di metri, la valanga di pietre e sabbia del riempimento stradale è precipitata nella rava, attraverso un passaggio di accesso laterale ed è scesa verso la zona abitata con forza dirompente. Qui si è infilata nel canale di scolo in cemento ma, trovando occluso l’ingresso del tubo per la regimentazione finale delle acque meteoriche, lo ha saturato in un attimo, debordando e inondando località San Nicola, per poi proseguire fino alla strada provinciale, che è stata completamente sommersa dai detriti e dal fango, dall’incrocio con via Chiaia fino alla pizzeria Sette Archi.









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