I rapporti tra le amministrazioni pubbliche dei piccoli comuni della provincia di Caserta e le grandi aziende non sono tutti all’insegna della sudditanza o, peggio ancora, della totale sottomissione, come è accaduto a Presenzano con le società impegnate nella costruzione della centrale turbogas (Edison, Ansaldo e Geko). A tal proposito, voglio segnalare due iniziative molto significative intraprese dalle giunte esecutive di Galluccio e Riardo, guidate rispettivamente dal sindaco Franco Lepore e dal suo collega Armando Fusco, che hanno scelto di non fare sconti a realtà imprenditoriali importanti, anche se queste ormai sono attive da decenni sui loro territori.
Il sindaco Lepore ha “osato” portare in tribunale Acea in qualità di gestore del termovalorizzatore di San Vittore del Lazio. Come comune confinante, e allo stesso modo di Mignano Monte Lungo e Rocca d’Evandro, Galluccio si considera danneggiato dalle emissioni inquinanti di un impianto in attività da circa 20 anni, di cui la Regione Lazio di recente ha anche autorizzato la quarta linea. Pertanto il primo dicembre ha provveduto a formalizzare un’azione giudiziaria a livello nazionale ed europeo, incaricando gli avvocati Pasquale Rinaldi e Stefano D’Auria per il supporto legale, mentre per la consulenza ingegneristico-manageriale sono stati nominati Antonio Mambro ed Enzo Corigliano.
Il sindaco Armando Fusco, invece, sceglie la linea dura contro la Ferrarelle, dopo che la Regione Campania ha dato il via libera ad un procedimento per il rilascio di una concessione in favore dell’azienda di Carlo Pontecorvo, relativamente alla coltivazione del giacimento di acque minerali denominato “Fonte del Monte”. L’esito favorevole di questo iter autorizzativo porterebbe ad una sorta di “esproprio” del territorio comunale da parte di Ferrarelle, cioè a vincolare una vasta area, ricadente soprattutto nel comune di Riardo, che è costituita da zone della catena del Monte Maggiore di pregio boschivo, da alvei demaniali, e da strutture già sottoposte a vincolo archeologico. Il punto contestato dal Comune di Riardo è il seguente: ci sarebbe un’evidente sproporzione tra le aree richieste in concessione e quelle che servono concretamente alla coltivazione del giacimento. Dunque la giunta comunale ha dato mandato per individuare un consulente legale, il quale dovrà presentare osservazioni, eccezioni e eventualmente opposizione contro la proposta di concessione in favore dell’azienda leader nel settore delle acque minerali
La morale della vicenda è questa: Lepore e Fusco non si nascondono sotto la scrivania temendo di non avere la forza politica che serve a sostenere la sfida nei confronti di consolidati potentati economici, ma sbattono i pugni sul tavolo, rivendicando rispetto e tutela degli interessi collettivi delle comunità di cui sono i rappresentanti.
Questi sindaci non saranno sicuramente dei santi, né più competenti degli altri, ma con queste decisioni hanno ribadito un concetto essenziale: prima la politica, dopo l’economia. Prima gli interessi pubblici, poi quelli privati. Niente scambi, nessuna inversione delle priorità.

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