Lo stato fallimentare di Ansaldo Energia e le mancate rassicurazioni a Fim-Cisl, Fiom e Uilm sulla ricapitalizzazione aziendale negli incontri recenti, hanno spinto i sindacati ad organizzare una giornata di mobilitazione. Partendo da Genova, stamattina hanno incrociato le braccia anche i lavoratori Ansaldo della centrale turbogas di Presenzano, con un presidio davanti l’ingresso dell’impianto. Chi l’avrebbe mai detto che un giorno a protestare all’esterno del “pacco”, non ci sarebbero stati i tanto disprezzati comitati ambientalisti, ma gli stessi operai dell’Ansaldo, sostenuti da tutte altre maestranze al lavoro nel cantiere, soprattutto Geko, la prima azienda che potrebbe pagare un prezzo altissimo dal fallimento dell’Ansaldo. Eppure, come ogni cosa in Italia, è stato un disastro annunciato, preannunciato, gridato, urlato quasi per vent’anni, mentre una classe politica locale stringeva accordi col favore delle tenebre per ottenere consenso e piaceri personali. E hanno anche il coraggio di presentarsi come salvatori della Patria, quando sono i maggiori responsabili di questo sfascio.
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