Da una lettura approfondita degli atti giudiziari dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulle attività imprenditoriali dei fratelli Caprio, emergono dettagli più precisi sulla turbativa d’asta per l’affidamento dei lavori di “Realizzazione di una struttura polifunzionale sportiva con miglioramento dei servizi delle aree pertinenziali del plesso scolastico in via Campanari – Stralcio” a Presenzano.
Prima di trattare con maggiore chiarezza alcuni aspetti cruciali della vicenda, è importante sottolineare che i Caprio non sono degli sconosciuti per l’attuale amministrazione comunale. Nel 2015, infatti, una delle imprese di famiglia, la Casertana Costruzioni (socio unico Ubaldo Caprio), si è aggiudicata due gare d’appalto indette dal Comune: la realizzazione di un parcheggio a raso in via Pigna e l’esecuzione delle opere e dei servizi del piano degli insediamenti produttivi (secondo stralcio). Per questa seconda opera, c’è stato anche un contenzioso che si è protratto fino al Consiglio di stato (il Comune è stato difeso dall’avvocato Alberto Corrado), perché una ditta esclusa dalla gara (la Coger) ha prodotto un ricorso amministrativo al TAR della Campania.
Ritornando alla gara per il Palazzetto dello sport in via Campanari, ci sono alcune conversazioni tra due indagati che hanno indotto gli investigatori a ipotizzare una turbativa d’asta. Ad essere stati intercettati sono Assunta Trepiccione, prima amministratore unico e ora dipendente proprio della Casertana Costruzioni, e l’imprenditore Vincenzo Izzo, legale rappresentante della Euro Costruzioni Srl. I due cominciano a parlare di questo appalto il 7 gennaio 2022, cioè alcuni giorni dopo l’indizione della gara, datata 5 gennaio (la scadenza per la presentazione delle offerte era stata fissata al 7 febbraio 2022, mentre lo scorso 25 maggio è stata costituita la commissione valutatrice). Trepiccione fa riferimento ad un “qualcosa da dare prima e a qualcos’altro da dare dopo” perché, ipotizzano gli inquirenti, la Euro Costruzioni Srl sarebbe una di quelle imprese che si prestano sia a partecipare alle gare “truccate” per garantire una parvenza di regolarità procedurale, sia per vincerle, aggiunge la Procura, riconoscendo ai Caprio una “tangente”. Nel caso della struttura polifunzionale in via Campanari, il titolare della Euro Costruzioni Srl si dichiara disponibile al pagamento di un 6% sull’importo a base d’asta, da versare però solo dopo l’aggiudicazione, ma successivamente rinuncia alla “proposta” per problemi legati al sequestro di un suo cantiere e perché non convinto della tipologia di lavori da eseguire.

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