Di recente, contro il termocombustore di San Vittore del Lazio, sono state intraprese delle iniziative molto importanti da parte di alcune amministrazioni comunali del comprensorio della comunità montana “Monte Santa Croce”. Non è solo il Comune di Mignano Monte Lungo ad avere avviato, dopo la netta opposizione alla realizzazione della quarta linea dell’impianto espressa nell’ultima conferenza dei servizi, una procedura di infrazione europea nei confronti della Regione Lazio (“a causa della scarsa sostenibilità ambientale e altre sue illegittimità”), che è propedeutica ad una vera e propria azione legale al fine di ottenere il risarcimento dei danni provocati dal termocombustore. Pochi giorni fa, infatti, la stessa iniziativa è stata intrapresa dal Comune di Galluccio, anche se in maniera indipendente e non coordinata con l’amministrazione comunale retta dal sindaco Andrea De Luca. È interessante leggere la motivazione con la quale la giunta di Galluccio dà mandato per la ricerca dei professionisti esterni che dovranno intraprendere l’azione giudiziaria contro il termocombustore per conto dell’ente locale guidato dal sindaco Franco Lepore : “Il Comune è vittima delle emissioni inquinanti dell’impianto di termocombustione sito in San Vittore del Lazio (FR) in attività da circa 20 anni. A causa delle consistenti emissioni emanate dall’impianto di termocombustione e delle conseguenti illegittimità sul piano normativo, i Comuni della nostra zona hanno inteso partecipare ad opportune azioni giudiziarie a livello nazionale ed europeo (petizioni comunitarie, ricorsi avverso rinnovo Aia)”.
Dunque sul nostro territorio c’è da anni un problema legato alla costruzione, al funzionamento e all’ampliamento di impianti inquinanti. Non si può più negare questo dato obiettivo, che del resto trova conferma, come abbiamo visto, negli atti ufficiali di chi questo territorio lo governa, cioè gli amministratori locali. E qui mi tocca non soltanto ripetere alcune considerazioni già fatte, ma aggiungerne delle altre. Uno: mentre per la costruenda centrale turbogas di Presenzano si è detto, e si è ripetuto fino alla noia, che non si poteva fare più nulla dopo che nel terreno fu conficcato il primo picchetto per la delimitazione del cantiere, il termocombustore di San Vittore del Lazio è in esercizio da due decenni e, nonostante tutto, ancora oggi vengono tentate azioni di opposizione, sia da parte delle istituzioni locali che dei comitati ambientalisti. Pertanto, pensando all’ignavia dell’amministrazione comunale di Presenzano, mi tocca ribadire quanto scritto nel post precedente: se c’è una volontà politica, anche gli impianti autorizzati, e da anni in esercizio, possono essere messi in discussione, o almeno si può tentare. Due: Franco Lepore, oltre ad essere il sindaco di Galluccio, è anche il nuovo presidente della Comunità Montana “Monte Santa Croce”. Dovrebbe essere proprio l’ente montano, in una visione più ampia rispetto ad iniziative di carattere meramente localistico, a schierarsi in difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini del comprensorio, sia facendo propri i contenziosi aperti nei confronti dell’inceneritore di San Vittore del Lazio, sia riproponendo con forza l’opposizione alla centrale termoelettrica di Presenzano.

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