🔲 AZIONE LEGALE DEL COMUNE DI MIGNANO CONTRO IL ”TERMOVALORIZZATORE” DI SAN VITTORE

Se sul termocombustore di San Vittore del Lazio della società Acea Ambiente, il Comune di Mignano avesse voluto seguire lo stesso modo di ragionare dell’amministrazione comunale di Presenzano sulla centrale turbogas, avrebbe dovuto fare spallucce e dire: “Ormai è in funzione, non si può fare più nulla…” Si dà il caso che non sia proprio così, come io sostengo da sempre, perché quando c’è una volontà politica seria di intraprendere le azioni necessarie, anche gli impianti autorizzati e da anni in esercizio possono essere messi in discussione, o almeno si può fare un tentativo. Ed è quello che ha fatto la giunta comunale di Mignano Monte Lungo, guidata dal sindaco Andrea De Luca, che ha avviato un’azione giudiziaria in sede nazionale ed europea contro l’insediamento per lo smaltimento di rifiuti, affidandosi ad una squadra di esperti: due consulenti legali (Pasquale Rinaldi e Stefano D’Auria) e due consulenti ingegneristico-manageriali (Antonio Mambro ed Enzo Corigliano).

I consulenti incaricati dalla giunta comunale dovranno avviare una procedura di Infrazione U.E. nei confronti della Regione Lazio “a causa della scarsa sostenibilità ambientale e altre sue illegittimità”, in riferimento anche agli ampliamenti del termocombustore. Nel caso di esito favorevole, il Comune di Mignano avvierà un’azione legale contro l’Acea Ambiente Srl e la Regione Lazio “per ottenere il risarcimento dei danni patiti a seguito della insostenibile attività del termocombustore”.

Antonio Mambro è il tecnico consulente dei comitati che si oppongono alla realizzazione della quarta linea, che in una recente audizione della Commissione Ambiente della Regione Lazio, ha sostenuto che l’impianto non è un termovalorizzatore come vuole fare credere l’Acea, ma un inceneritore, poiché si limita a smaltire i rifiuti senza produrre energia dal processo di combustione. 

Lascia un commento