Da alcuni giorni ero in pausa di riflessione, poi sono incappato in una delibera di consiglio comunale che mi fatto letteralmente strabuzzare gli occhi per la meraviglia. Una sorpresa però positiva, sia per il protagonista dell’atto amministrativo che per l’argomento trattato. Devo subito premettere che non siamo a Presenzano, ma a Mignano Monte Lungo. La delibera che ha attirato la mia attenzione contiene un’interrogazione presentata dall’ex sindaco Roberto Campanile, attualmente consigliere di opposizione del gruppo “Valori e tradizioni per Mignano”. Avendo il sottoscritto abbandonato da diversi anni l’attività di cronista di provincia, almeno nella forma consueta della stampa cartacea, non avevo avuto più modo di seguire l’attività politica di questo storico esponente del centrodestra dell’Alto casertano. Malgrado le diversità di vedute politiche, con Campanile ho sempre avuto un rapporto di stima, credo ricambiata, anche nei momenti di scontro che sono quasi fisiologici nel contesto del giornalismo locale (e non solo). Dopo questa doverosa e, soprattutto, nostalgica premessa, andiamo al dunque. L’interrogazione consiliare presentata da Campanile riguarda la centrale turbogas di Presenzano. Per trovare interventi simili di amministratori dei Comuni limitrofi occorre tornare molto indietro nel tempo, se non vado errato, alla fine del 2019. In linea generale, l’interrogazione di Campanile riporta l’attenzione su un aspetto essenziale della vicenda: la costruzione e l’entrata in funzione dell’impianto termoelettrico è un problema che travalica l’ambito prettamente locale e coinvolge un intero territorio (anche sul versante del confine molisano), in particolar modo per quel che riguarda le emissioni. Dopo aver premesso che “tali insediamenti ai confini del nostro comune pregiudicano l’ambiente e la qualità della vita dei nostri concittadini”, Campanile non solo chiede quali garanzie di controllo hanno i comuni limitrofi su “emissioni in atmosfera di gas inquinanti”, “monitoraggio qualità dell’aria” e “ogni forma di inquinamento che da tale centrale ne potrebbe provenire”. Ma fa anche una domanda che è sempre stata considerata, comprensibilmente, scomoda: la possibilità di eventuali ristori di Edison per i Comuni limitrofi. Dopo due anni di silenzio-assenso, forse sarebbe il caso che tutte le amministrazioni locali interessate ritornino a discutere della vicenda nei termini delineati dalla interrogazione di Campanile, soprattutto ora che si avvicina il momento di schiacciare il pulsante per l’accensione.

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