Io ero convinto che a Presenzano l’ottusità amministrativa avesse già raggiunto il suo vertice insuperabile durante l’era D’Errico, allorché, per contrastare il fenomeno dell’umidità di risalita, il muro perimetrale della nuova zona cimiteriale fu rivestito con piastrelle da cucina, tra lo stupore generale. Purtroppo mi sbagliavo, perché al peggio non c’è mai fine. Da un paio di giorni, infatti, mentre i piccoli Comuni e le grandi città spengono le luci della pubblica illuminazione e dei monumenti per attirare l’attenzione del governo centrale sul caro energia che scombussola le casse degli enti locali, il Comune di Presenzano ha voluto distinguersi, in peggio ovviamente. E ha proceduto ad innalzare un’orribile torre faro, alta circa una trentina di metri, per oltre trentamila euro di spesa. Non bastava il camino della centrale turbogas che preziosi benefici familiari ha portato in dono ad alcuni “fortunati” inquilini della casa comunale, serviva un altro pugno nell’occhio, bisognava rovinare quel po’ di bellezza che ci rimane con questo osceno pezzo di ferraglia. Forse perché nel paese della cuccagna, dove per tradizione politica ormai consolidata ogni problema viene risolto con favoritismi ed elargizioni di denaro pubblico, mancava proprio il palo della cuccagna… Soltanto questa potrebbe essere la spiegazione all’origine di una installazione così scriteriata. Sicuramente la motivazione non può essere quella fornita agli utili idioti, ossia la necessità di risolvere un inesistente problema di scarsa visibilità nell’area tra la villa comunale, la farmacia e la caserma dei carabinieri, dal momento che ci sono circa una decina di lampioni della pubblica illuminazione (uno anche in piena curva), il nuovo impianto luci della villetta, nonché fari e faretti vari. Semmai a Presenzano, se proprio vogliamo dirla tutta, c’è il problema diametralmente opposto: un inquinamento luminoso provocato da un clientelismo sfrenato che ha voluto generare voti di preferenza anche dai lampioni e dalle lampadine. Tuttavia c’è una nota positiva: quando un’amministrazione comunale comincia a suscitare nei cittadini un misto di indignazione e ilarità per quello che fa, stanno per scorrere i titoli di coda…

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